Posted by: dampos | Mercoledì 9 Luglio 2008

Influenza virale…

Ebbene si! Sono stato diversi giorni intento sul mio pc per cercare di guarirlo dall’influenza virale cui è stato colpito.

Ma noooo!! Cosa pensate!!?? Non sono andato sui siti osè!!

Tutto è iniziato quando ho visto sul N70 il gioco in 3D di Snakes. Grandissimo! Mi è piaciuto un sacco. Così, ho pensato che avendo il 6680, cioè fratello minore del N70, potessi scaricare il giochino anche sul mio. Ho cercato, cercato e cercato incappando anche in siti dove, ahimè, qualche donnina intenta in interessanti “lavori domestici” scaricava sul mio pc virus su virus. Programma scarica ed installato sul cellulare e computer completamente impazzito che eseguiva solo più gli ordini dei capi virali invece dei miei.

Dopo tre lunghi giorni, tutti i livelli dello Snakes sono stati completati, mentre il mio computer ancora si comportava maluccio. Così, tutto bloccato per qualche giorno.

L’intento è quello di risolvere i problemi senza formattare il pc e così è stato! Ed ora … visto che è tutto risolto sarò di nuovo attivamente sul blog ………. spero! :-D :-D

Posted by: dampos | Domenica 6 Luglio 2008

“Politica”

Destra o sinistra … centro-destra o centro-sinistra … o vari ibridi …

Chiunque arrivi “lassù” ci ringrazia con un bel aumento delle sigarette!!

Vizio sempre più costoso!

P.S.: mi sa che il prossimo aumento sarà dedicato a molte più persone …

Posted by: dampos | Venerdì 13 Giugno 2008

Secondo Voi?

Il martedi è il giorno libero per poter andare in moto! Che bello!!

Ho ritirato la moto dal meccanico due martedi fa e ho preso sempre e solo acqua!

Secondo Voi …. è possibile?????? :D

Posted by: dampos | Venerdì 30 Maggio 2008

IL MATTINO DOPO

Sono le dodici quando mi sveglio. È un risveglio diverso dal solito. Molti pensieri passano per la mia  mente: tanti desideri si potranno concretizzare a breve. Sono felice.

Apro le tende strizzando gli occhi come fossi abbagliato da un lampo durante un temporale e mi stiro a lungo, inarcando la schiena all’indietro. “ahhhaaa … che sollievo!”

Mi volto verso il letto, la scrivania e i mobiletti: sono ricoperti di regali! “Che giornata ieri!”.

Chiudo gli occhi sedendomi.

Oggi è cambiato tutto! Posso vivere in pieno la mia vita, sognare il futuro, crearlo! Stupendo! Posso realizzare ciò che attendo da mesi e poi … sarò finalmente grande!

Ripenso al caldo abbraccio dei miei genitori (detti “sapiens”), forte, pieno di felicità e fiducia in me! Poi, il nonno, che stringendomi a sé, come da sua mentalità si esprime: “ora sei diventato grande! Sei responsabile di te stesso!”.

E mio padre: “ecco! Infatti! Ricordati di usare sempre i preservativi!!!” E giù a ridere!

E la sera? Che bello! C’erano tutti gli amici!

“Era ora!!” mi dicevano alcuni. “Che fortuna! A me manca ancora un sacco di tempo!” altri… E poi, ricordo poco della serata, questo è un avvenimento da festeggiare con una bella ciucca! E non ho mancato!

E ora, carissimi, sogno alla grande: mi vedo crescere, diventare forte, famoso e perché no, ricco! Sarò buono perché la mia indole è questa … e tutto si crea, scrivo pagina dopo pagina nella mia mente. E sarà così! Ne sono sicuro!

Ma oggi è il giorno dopo e posso pensare di camminare di meno ed essere più veloce di prima!

Mi sento bene …. Questa è la giornata dei miei sogni e nessuno me la può rubare.

 

Sedici anni dopo quel giorno, a trentaquattro anni, ricordo quei sogni: alcuni si sono avverati, altri rimangono scritti dentro me.

 

P.S.:

scoperto da Gingerina

ideato da seriallicker

potete leggerli su questo blog

Posted by: dampos | Martedì 20 Maggio 2008

Dovere e cuore. Lavoro e sentimenti. Guerra e pace…

Poco tempo, come sempre, per scrivere solo in parte alcuni pensieri.

Sotto il rumore della pioggia, che in questo momento cade sul tetto della mia mansarda, ricordo quest’ultima settimana trascorsa come una delle più terremotate degli ultimi tempi.

Ho provato paura, delusione, felicità, tristezza, allegria. Forse ancora qualcosa che ora non mi viene in mente.

Ho provato il vuoto intorno a me in alcuni momenti; il calore dell’affetto in altri …

Ricordo tensione in me. Ricordo la paura di non farcela con le mie forze. Ricordo mille domande nella mia mente. “Perchè?”, quella più gettonata.

Poco dopo, come un caldo abbraccio, come un bacio intenso (intendo di quelli che ti lasciano in apnea per secondi … minuti ….), parole belle, intense, giungono alle mie orecchie. Il cuore si scalda. Per un attimo tutto ciò che c’era sparisce. È un lampo di serenità, di gioia. E poi, tutto è come prima.

Fino a domenica scorsa: quando gli eventi tornano alla normalità, a ciò che è stato nelle ultime settimane. Tutto coincide con le mie idee. Sospiro e mi sollevo.

Dovere e cuore. Lavoro e sentimenti. Guerra e pace…

È un periodo che sconvolge tutto il mio “io”. Sono messo alla prova e mi metto alla prova. A 34 anni si cambia ancora! Fortunatamente… Speriamo in meglio…

Posted by: dampos | Giovedì 8 Maggio 2008

Compleanno

In questo periodo di mia poca presenza sul blog, è passato, anche, il mio 34esimo compleanno.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno inviato sms o telefonato per gli auguri: alcuni aspettati, altri inaspettati, altri ancora attesi e non arrivati.

I miei 33 anni sono stati ricchi di cambiamenti importanti e difficili per decisioni e perchè ho seminato molto. Ora spero che i 34 portino i primi raccolti!

Posted by: dampos | Domenica 13 Aprile 2008

Primavera

È il tempo in cui tutto rinasce, riprende corpo, colore.

Nelle giornate sempre più luminose si riflettono i colori chiari delle foglie giovani, i primi fiori che dipingono e smorzano il marrone-giallo invernale degli alberi e dei prati.

Così, anche per noi, è la stagione della rinascita dopo il periodo invernale. Le passeggiate con il giubbotto sotto braccio, gli occhiali da sole, i marciapiedi che si popolano sempre più…

E tant’altro vorrei fare. Dedicare tempo a me stesso, costruire altro al di fuori del lavoro, che mangia le mie ore, i miei pensieri, i miei desideri … la mia vita di questi mesi.

Ho raggiunto le prime soddisfazioni …certo … sono contento da un lato, ma vuoto dall’altro. Mi vedo freddo, a volte di ghiaccio: il muro intorno a me è forte e non si lascia scalfire da nessuno … mi protegge e io lascio che lo faccia…

Ma così facendo la mia primavera rimane fredda e solitaria, come un animale solo in una vasta foresta che non si vuole svegliare dal letargo…

Posted by: dampos | Domenica 16 Marzo 2008

Questa è poesia … anche se non sono un padre è un’emozione!

[...]

C’è una cura che è fatta di bene

Ma il bene che cos’è?

È la fatica di un passo indietro

Per fare spazio a te

[...]

 

[...]

Perchè tutto l’amore che prendi

Un giorno lo ridai

Quel giorno si diventa grandi

O grandi non si è mai

[...]

Posted by: dampos | Sabato 15 Marzo 2008

Qualcosa che non c’è

…Ogni altra parola sarebbe superflua…

Posted by: dampos | Mercoledì 5 Marzo 2008

Fiammiferi

 [...] Tita, in ginocchio, china sul metate, si muoveva ritmicamente mentre macinava le mandorle e il sesamo.  [...]

Pedro, non potendo resistere ai profumi che lo raggiungevano, si diresse in cucina e rimase come pietrificato sulla porta di fronte alla posizione sensuale di Tita.

Tita alzò il capo continuando a muoversi e i suoi occhi incontrarono quelli di Pedro. Immediatamente, i loro sguardi eccitati si fusero: tanto che chi li avesse visti avrebbe notato un unico sguardo, un unico movimento ritmico e sensuale, un unico respiro agitato e uno stesso desiderio.

Rimasero immobili nell’estasi d’amore fino a quando Pedro non abbassò lo sguardo e lo fissò sul seno di Tita. Tita smise di macinare, si raddrizzò ed erse con orgoglio il petto, perchè Pedro potesse osservarlo completamente. L’esame di cui fu oggetto cambiò per sempre il loro rapporto. Dopo quel penetrante sguardo che aveva trapassato i vestiti, tutto sarebbe stato per sempre diverso. [...]

oppure

[...] “Come vede, tutti abbiamo dentro di noi gli elementi necessari per produrre fosforo. Ma c’è di più, lasci che le dica una cosa che non ho mai confidato a nessuno. Mia nonna aveva una teoria molto interessante. Diceva che, benchè nasciamo con una scatola di cerini dentro di noi, non possiamo accenderli da soli, abbiamo bisogno, come nell’esperimento, di ossigeno e dell’aiuto di una candela. Solo che in questo caso l’ossigeno deve provenire, per esempio, dal fiato della persona amata; la candela può essere un tipo qualsiasi di cibo, di musica, di amore, di parola o di suono che faccia scattare il detonatore e accendere in tal modo uno dei fiammiferi. Per un momento ci sentiremo abbagliati da una intensa emozione. Si produrrà dentro di noi un piacevole calore che con il tempo si andrà affievolendo, lentamente, finchè non sopraggiungerà una nuova esplosione a ravvivarlo. Ogni individuo deve scoprire quali sono i detonatori che lo fanno vivere, poichè è la combustione che si produce quando uno di essi si accende a nutrire di energia l’anima. In poche parole, questa combustione è il nostro nutrimento. Se non scopriamo in tempo quali sono i nostri detonatori, la scatola di cerini si inumidisce e non potremo mai più accendere un solo fiammifero.

Se questo accade, l’anima fugge dal nostro corpo, va entrando nelle tenebre più profonde e cerca invano di trovare nutrimento da sola. Non sa che glielo potrebbe dare soltanto il corpo che ha lasciato inerme e pieno di freddo”.

[...] Per questo bisogna stare lontani dalle persone che hanno il fiato gelido. La loro presenza potrebbe, da sola, spegnere il fuoco più intenso. Maggior distanza prendiamo da queste persone, più facile sarà proteggerci dal loro soffio. Ci sono molti modi di far asciugare una scatola di cerini unida, ma stia certa che una soluzione esiste. Naturalmente bisogna fare molta attenzione ad accendere i cerini uno per volta.  Perchè se per una forte emozione si accendessero tutti insieme, produrrebbero un bagliore così intenso da mostrare più di quanto riusciamo a vedere normalmente; e allora davanti ai nostri occhi un tunnel splendente ci indicherebbe la strada che abbiamo dimenticato al momento della nascita e ci invitarebbe a ritrovare la nostra perduta origine divina. Quando abbandona il corpo inerte, l’anima desidera far ritorno al luogo da cui è venuta…

 Il libro finisce alle 12.20 circa di oggi, sul bus, mentre torno dal corso. Lo chiudo e lo metto nello zaino. Guardo fuori e mi accordo di essere quasi al negozio e ripenso alle belle espressioni narrate e lette in questi giorni: un po’ all’andata e un po’ al ritorno dal corso. Ripercorro ciò che ho letto e tra molti un punto mi colpisce di più: ad ogni descrizione di situazioni d’affetto viene sottolineata la “fusione” tra le due persone interessate; i sentimenti, gli sguardi, le espressioni, i pensieri e i gesti diventano un tutt’uno. Forse questo, spesso, si dimentica e di fronte a tutto rimane sempre l’”io”, il piacere personale, la nostra soddisfazione e non quella di tutti e due, insieme. E ci raffreddiamo sempre di più…

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